Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose.
la crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi.
la creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. è nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie. chi supera la crisi supera sè stesso senza essere “superato”. chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e difficoltà violenta il suo stesso talento e dà più valore ai problemi che alle soluzioni. la vera crisi, è la crisi dell’incompetenza. l’inconveniente delle persone e delle nazioni è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie di uscita. senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia.
senza crisi non c’è merito. e’ nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perché senza crisi tutti i venti sono solo lievi brezze. parlare di crisi significa incrementarla, e tacere nella crisi è esaltare il conformismo.
invece lavoriamo duro. l’unica crisi pericolosa è la tragedia di non voler lottare per superarla.
Ecco il primo problema: sono a letto, ho voglia di scrivere ma non posso allegare alcuna foto perchè
1) non ho nulla di adeguato in libreria che abbia un minimo di coerenza col tema (non che sia necessario eh peró una netiquette è sempre meglio averla per alcune cose, o no? – primo dilemma);
2) non riesco a salvare dal mio iphone una immagine da google img e forse perchè sono io impedito (secondo dilemma).
La questione è che sono sempre in fase di riflessione e per potermi chiarire le idee devo scrivere scrivere scrivere!
Credo proprio che questo periodo si protrarrà fino al 31/12 – termine per adeguamento dello Spesometro. De che??? Tranquilli! Non lo sanno nemmeno i commercialisti che dovrebbero avvertire i propri clienti in termini congrui (e non 20giorni prima del termine perentorio dettato dalla normativa!) e non lasciare che sia il sottoscritto a sensibilizzare sul tema normativo.
Va bhe la consulenza aziendale serve anche a questo
in forma proattiva sensibilizzo sul tema a fronte di adeguare l’organizzazione delle giuste misure.
Quasi come un super eroe!
In effetti non è tanto diversa la mission da quella di Batman. Proprio 2 weekend fa tornando da Firenze per il meeting aziendale (aaaaahhh questa ve la devo raccontare – un’altra volta peró) ho guardato in pullman un pezzo del secondo Batman “quello fico” con joker “sempre più fico” (se mi sente Karinzio, esperto critico cinematografico, mi disereda) versione cavaliere oscuro: lui agisce per dei valori profondi quasi per portare a termine una missione più interiore che altro. Mi ci sono rivisto!
Consultant: Una missione, uno stile di vita.
Combatto gli ostacoli che dividono i miei clienti dai loro obiettivi a colpi di soluzioni.
Uso notebook e cellulare al servizio del bene.
Per fortuna mi sono ripromesso di non rileggere i miei post altrimenti trarrei solo una conclusione, oltre al fatto di aver prodotto una serie innumerevole di errori (anzi orrori) ortografici/lessicali/logici/semantici e più ki ne ha più ne metta:
non mi ricordo più.
Mmm
Il multitasking fa decisamente.
Ah! Sì! Rammento! Dicevo, la conclusione da trarre è solo una:
Devo comprarmi il mantello da Batman.
Goodnight – the dark knight … In the sky.
Ps. La foto l’ho aggiunta alla fine
Non è che abbia un rifiuto di questo blog o stia attraversando una più generale conosciuta “crisi dello scrittore” ma semplicemente credo che questo non sia il posto giusto dove esprimermi, o meglio, non sia piú luogo ideale.
Ci ho pensato a lungo e anche ora che sono qui a scriverci ho dovuto rifletterci per una buona mezz’ora.
Sicuramente l’estetica mi frena, il banner con un dipinto che ho commissionato io stesso e che rappresenta la comunicazione (lo trovo ad oggi ancora così ricco di significato come il primo giorno che l’ho ricevuto), la sua struttura lineare ma al contempo diversa dal solito… I contenuti peró parlano da sé: solo un post nel 2011 nonostante ci sia molto traffico.
Ho voglia di tornare a scrivere come un tempo per rilassarmi e di certo il pc (utilizzato, in media, per 10 ore al giorno) non è lo strumento più adatto per trovare la quiete mentre trovo serenità nello scrivere attraverso la tastiera dello smartphone comodamente steso in divano o a letto al buio prima di addormentarmi.
Giornaliere sono infine i risultati che mostrano un utilizzo estremo del mobile da parte di tutte le generazioni e in particolar modo in Italia.
Con le attuali tecnologie dovrei far presto a condividere il tutto nei vari social network e una foto scattata al momento renderà più “reale” il post (se cosi posso ancora definirlo).
Tutti pensieri che mi vengono in mente e li “verso” direttamente sul touch.
Effettivamente non ho ancora un’idea precisa ma sono certo che questo non puó continuare ad essere il mio spazio di riferimento o almeno non così strutturato. Avrei bisogno di un blog che permette di inserire dei tweet dentro uno spazio popolato come facebook.
Bel dilemma!
Potrei anche fregarmene e utilizzare quest’app wordpress … Magari è la soluzione!
Di certo non voglio piu pensare a bold, tag, keyword, title, stats, speck, nek, manInBlack… Non voglio più revisionare, non voglio più… Ah! E voglio scrivere in “cellularese”. Senza esagerare eh? Non sono di certo qui a chiedervi di tradurre frasi del tipo sn snz cel raga 4te ma tru… Peró se mi scappa un “xo” o se uso “nn” e “xke” nn voglio farmi grossi problemi: ora subiró le ire dei colleghi professionisti di comunicazione.
Oggi è l’8 dicembre e ultimando questo post credo proprio che più di una chiusura ci sarà un rinnovo. Tornando all’8… Inizia per me ufficialmente il Natale, alla soglia dei 29 anni 3/4 dei miei obiettivi under 30 li ho raggiunti e troveranno concretezza nel 2012 con diverse conferme che vi sveleró nel corso dell’anno.
Intanto buon 8 dicembre a tutti!
Addobbate l’albero, preparate il presepe e … Keep in touch!

Come in ogni strategia (quanto mi piace essere strategico) che si rispetti un buon comunicatore utilizza il canale migliore e oggi credo che i 160 caratteri di twitter, il profilo di facebook e linkedin siano preferibili ad un blog. Un concetto chiaro nei miei pensieri.
Pandora è rimasto in silenzio per un anno ma è stato un silenzio costretto: è stato un anno di esperienze vissute, di formazione, di progetti ideati, alcuni realizzati e altri rimasti nella carta (forse un giorno saranno rispolverati), di business, di autoconsapevolezza di questo sistema economico tanto decantato … un anno difficile ma proprio per questo ricco di stimoli. Alla fine se non ci sono ostacoli e obiettivi da raggiungere non ci si diverte!
Una bella notizia (forse una delle poche che posso divulgare senza problemi).
Entro fine dell’anno mi laureo in Relazioni Pubbliche aziendali e così il percorso parallelo a quello professionale iniziato qualche anno fa volge al termine con la realizzazione di una tesi che corona e riassume gli ultimi anni professionali alla soglia dei 29 anni tra il marketing, la comunicazione, l’aspetto economico e finanziario.
Titolo? ancora in definizione ma per ora le carte di presentazione domanda di laurea riportano la dicitura: “il ruolo strategico delle relazioni pubbliche nel web2bew: il caso LoVendiamoNoi S.r.l.”.
Web2beW: un neologismo coniato dal sottoscritto. La presentazione di un nuovo sistema economico alla luce delle trasformazioni che stanno avvenendo nell’era della globalizzazione, l’utilizzo trasformato della comunicazione nel B2B e il ruolo strategico delle relazioni pubbliche nella gestione di un’azienda, il caso pratico di riferimento in uno dei progetti a cui ho aderito.
Quel che voglio dire è confermare il mio “work in progress”: il mio futuro non è ancora delineato ma sento di aver preso la giusta via in ambito professionale, nella scelta delle relazioni pubbliche come stile di vita piuttosto che come ruolo, nella chiusura di un corso di laurea che “certifica” il mio modus operandi, nelle attività associative svolte in FERPI con UniFERPI.
Oggi vado a rinnovare la patente e questo “compleanno” coincide anche con il compleanno professionale: 10 anni.
10 anni di formazione con i libri in borsa tra agenda, pc portatile, martello e scalpello.
Entro un anno credo di poter dire con certezza cosa farò ma per il momento continuo con la standard phrase
“faccio cose, vedo gente, stringo mani”
Era un po’ che non toccavo il mio blog e buttavo giù due righe ma per essere sincero lo guardavo come minimo un paio di volte alla settimana, controllavo le statistiche, iniziavo un post e poi lo cancellavo perché… perché non era il momento, non era corretto forzare le parole, non avevo tempo e voglia di esprimermi tramite questo mio personale spazio il mio personale pensiero.
Anima e corpo altrove dove ritenevo corretto investire.
Questa sera sono più riflessivo del solito: sarà la febbre, sarà lo stress di 10 giorni non semplici, sarà che dovevo pensare ad altro. Scrivere è sempre stato nella mia natura e quasi mi dispiace di non essere in possesso di una tavoletta digitale per riportare i miei pensieri in modalità “scriba egiziano” con tanto di gambe incrociate e gonnellino color panna.
Mi piace “rotondeggiare” con la penna e molto probabilmente dopo aver pubblicato questo post passerò all’amica clorofilla riempiendola d’inchiostro per poi gettare via tutto come ho sempre fatto.
Ma cosa scriverei? Probabilmente solo:
Sei al giro di boa.
Mi torna alla mente quando da ragazzino mi allenavo d’estate raggiungendo la boa a nuoto.
Le prime volte i crampi mi facevano tornare indietro, la corrente mi bloccava nello stesso punto nonostante le bracciate, il bagnino mi urlava dalla torretta minacciandomi di riportarmi con le gambe spezzate dai miei genitori … quanti ostacoli per raggiungerla.
Eppure mi accorgevo che tornavo sulla spiaggia più forte del giorno precedente e pronto per il giorno successivo nel toccare quel puntino arancione che si vedeva a malapena uscire dalla distesa d’acqua.
Alla fine l’ho toccata quella boa e sono tornato indietro felice.
Nei prossimi mesi potrò dire di aver toccato definitivamente quella boa.
La vedo lì a poche bracciate, indietro è stata fatta troppa strada per tornare indietro: non ne vale la pena.
Ringrazio il bagnino (o meglio i bagnini) che sono ancora lì a deridermi e ad invitarmi di tornare indietro: senza di loro non avrei avuto il giusto motivo per non abbattermi fino al punto da mollare.
Probabilmente il timoniere prenderà la curva larga impiegando più dei canonici minuti per aggirare l’ostacolo ma la retta via arriverà ancora una volta e allora ci vorrà molto tempo prima di riprendere in mano la penna e lasciare che i pensieri scivolino sulle dita per trasmettersi alla sfera che rilascia il blu/nero su dei fogli per descrivere dei momenti…
Quali momenti?
Momenti pieni di dubbi, di paure, di incertezza nel breve termine ma con un grande ottimismo e certezza nel lungo termine.
Poco tempo fa ho letto “the secret” che ha solo confermato il modus operandi di 27 anni (c’è chi mi ricorda “ormai 30″);
però da quelle 300 pagine scarse mi è rimasta impressa una frase che diceva più o meno così:
la vita è come attraversare un paese di notte: sai dove arriverai ma ti è permesso di vedere solo i prossimi 200 metri.
Mi piacerebbe poter dare una pacca sulla spalla al buon Charles Haanel concordando con lui attorno ad un bicchiere di grappa di prugna ma ahimè è mancato nel 1949 e personalmente mi sento di dire il contrario:
vedo indistintamente tra un anno,
vedo cosa avrò realizzato tra due anni,
vedo una cosa molto importante tra tre anni,
ho toccato la boa, vedo la spiaggia
ma non vedo i prossimi 200 metri.
Ricordo quando con orgoglio e pregiudizio professavo: “io sono un relatore pubblico e non un markettaro”.
Ricordo quando guardavo con diffidenza ogni cartellone pubblicitario e pensavo: “… quanti soldi sprecati”.
Ricordo quando nella scelta opportuna di uno strumento di promozione disgustavo alla sola idea di acquistare un banner.
Sono passati 4 anni da quando mi sono avvicinato in forma più approfondita al mondo della comunicazione e le cose per un certo verso non sono cambiate: la definizione di RP è contesa tra le 6/7/8(…) più accreditate, la comunicazione a livello universitario è tra le più screditate, la disciplina è ancora quella nebulosa che menzionavo al primo anno di delegato UniFERPI per Gorizia… a questo si aggiunge la crisi economica condividendo le preoccupazioni di Barbara con quel “E’ difficile”.
Oggi non è il lavoro che manca a mio avviso.
Oggi manca la fiducia nel poter accettare certi lavori per timore del famoso “buco” (o “ciodo” per i più affezionati delle mie zone), manca la fiducia nel consulente che propone nuove strade; mancano le risorse finanziarie proprie per poter avviare business e le energie sprecate per analizzare in forma approfondita tutto in uno studio di fattibilità sono molteplici (ne so qualcosa).
Inizialmente mi ero convinto pure io: la pubblicità è morta.
Sai come succedono queste cose … vai ad un convegno che tratta “social media marketing” e quella è la frase; vai ad un corso di marketing relazionale e quella è la frase; segui un seminario sugli “strumenti degli attrezzi” e quella è la frase.
Insomma, uno prima o poi si convince no?Se lo dicono tutti un fondo di verità c’è!
“Ma sì dai è così … guarda i dati”. Infondo, chi sono io per poter predicare il contrario? Inutile mettersi anche solo a ragionarci sopra. stop.
Sarà proprio il mio carattere di natura controcorrente (e quante rogne mi ha portato) ma tutto questo “senso unico” mi ha portato a voler uscire fuori dal coro e dopo 4 anni di “muso duro e barettà fraccà” (tipica espressione veneta per indicare chi è ottuso nella sua idea) riprendo in mano il post di Nicola Mattina e mi metto in netta opposizione a quanto affermato (e da Nicola condiviso) da Antonio Tombolini in quel video che invito tutti ad ascoltare con attenzione.
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[...]brands represent a huge position of the value of a company and, increasingly, its biggest source of profits[...]
siamo a -3 dalla laurea e l’esame si avvicina: devo ritagliarmi qualche ora dal lavoro per prepararlo e il weekend eccomi qui in modalità full immersion (come mi piace nominarla quando sono di studio).
Mi metto in pausa e leggo dell’ennesimo “abbandono” da parte di uno sponsor sul povero(?fa quasi ridere) Tiger Woods dopo lo scandalo sessuale che l’ha colpito.
“Non vediamo più un ruolo per Tiger nella nostra strategia di marketing e abbiamo posto fine alla nostra collaborazione. Gli auguriamo il meglio”
E’ evidente anche attraverso episodi di questo tipo che il brand ha dei valori e vuole portarli avanti a costo di doversi dissociare da personaggi comunque di spicco perché non coerente nei comportamenti con quanto si comunica col proprio brand.
Per fortuna Gatorade può contare su vari testimonial…certo finché non vengono sgamati :p








